Anima salva

Un paio di mesi fa pensavo al giorno della tua dipartita.
Ci pensavo perché era vicino il funesto anniversario.
Ci pensavo perché non ti conoscevo, ma quella sera lei, piangendo e raccontandomi a fatica di te, mi diede un pugno allo stomaco.
Ci pensavo perché ti dedicò una canzone che amo follemente.
Ci pensavo perché anche tu sei, ancora oggi, tra le persone alle quali ha dedicato un intero lavoro.
Ci pensavo perché, forse, senza la montagna e senza quella tristezza, le cose sarebbero andate un po’ meglio per tutti.

Eravamo legati entrambi ad una donna, per ragioni diverse, certo, ma pur sempre collegati da un invisibile filo.
E se quel filo adesso non c’è più, resta ancora una cosa a legarci: l’ineluttabilità del destino.

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