Convenevoli e cose così

Passa il Presidente e formula la domanda più odiosa della storia:
“Come andiamo?”

Io, che non posso allontanarmi nemmeno per un secondo dal mio essere franco, rispondo:
“Hai una vaga idea di che cosa voglia dire l’espressione mi sono rotto il cazzo?”
Lui, un po’ interdetto, risponde: “No.”
Io, molto sfavato, controbatto: “Io, invece, sì.”

“Vabbè, buona serata”.
“Buona serata a te”.

A lavoro, ultimamente, gira in questo modo.
Oh belli: o così, o chiodi.

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Convenevoli e cose così

Passa il Presidente e formula la domanda più odiosa della storia:
“Come andiamo?”

Io, che non posso allontanarmi nemmeno per un secondo dal mio essere franco, rispondo:
“Hai una vaga idea di che cosa voglia dire l’espressione mi sono rotto il cazzo?”
Lui, un po’ interdetto, risponde: “No.”
Io, molto sfavato, controbatto: “Io, invece, sì.”

“Vabbè, buona serata”.
“Buona serata a te”.

A lavoro, ultimamente, gira in questo modo.
Oh belli: o così, o chiodi.

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