Pelle.

Possiamo evitare di usare la parola “pelle”, vero? Possiamo.

s. f.
Tessuto che riveste esternamente il corpo umano.

Sic et simpliciter.

Non c’è nulla di male, direte voi. Ci si può fermare a una definizione standard; una definizione che non ha colore, non ha odore, a volte un profumo, non ha pieghe, né rughe maliziose, o segni di una rabbia remota, o curve di un odio vitalizzante, o insenature di un mal celato male.

La pelle.
Sulla pelle si sorvola, sulla pelle si adagia il tempo, così come si adagiano gli amanti, i corpi estranei, di figli, magari, oppure di cancri che non possono più essere estirpati. Sulla pelle si scivola.

Dici pelle e senti subito un brivido. Plasmi un’idea, ch’è bianca d’inverno e brunita, o bruciata, in estate.

Posso smettere di parlare di pelle, vero? Posso.

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