Riposo?

La mano fa ancora male, purtroppo. La nocca è ancora lì, timida, che guarda con aria imbarazzata quel cretino che l’ha frantumata. Io.
Il lavoro pesa e le distanze, oh, le distanze pesano ancor di più, soprattutto quando perdo le chiamate. Ma prima o poi riuscirò a riabbracciarti, e fanculo Tim.

Tu, invece, mi scrivi di volermi bene. Io, d’impulso, vorrei scriverti che non te ne voglio, ma nell’aria rimangono comunque contorni sbiaditi che delineano la tua figura. E dio solo sa quanto sia stata preziosa.

In buona sostanza, il versante affettivo è un po’ una catastrofe, ma tant’è.

Una cosa buona, però, c’è: finalmente riesco a dormire, come non succedeva da circa quattro anni.
Non male. Non male.

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