Waiting for someone or something to show you the way

Guardo l’orologio (no, non fa “tic tac”, perché è l’orologio digitale della mia amata guinness-mobile).
Guardo l’orologio e sono le 9.18 a.m. (secondo più, secondo meno).
Penso di conoscere la strada, almeno per questa mattina; l’ennesima, mattina aretina.

Salgo, discendo, freno e scalo. Giro e resto immobile, seppur in movimento, in attesa di scorgere il mio albero, il mio naturale e quotidiano punto di riferimento.

Guardo l’orologio e sono le 9.19 a.m. (secondo più, secondo meno).
Guardo l’orologio e penso che in meno di un minuto mi sono dimenticato di raccontarti una cosa.

Salgo. Pausa. La voce di dio attacca “I wish, I wish you were here…”.
Piango, ed è un pianto scomposto, straziante, dirompente; è un pianto che accompagna la tachicardia e la consapevolezza di essere distante. Siamo distanti perché quelle stesse strade che penso di conoscere, e che percorro sempre volentieri, hanno deciso così.

Succede tutto in un minuto e prima di svoltare, prima di sapere che finalmente arriverò a quell’albero mezzo malato, guardo la strada e penso ad Arezzo.
Mi volto e ci sono i poggi; quei poggi verdi e rigogliosi che mi fanno, di buon grado, accettare questi trenta fastidiosissimi gradi.

Guardo la strada e, in lontananza, il maestoso duomo mi saluta, come fa ogni mattina.
Guardo il campanile e ti vedo, in quel paese antico, mentre aprile fa quello che deve fare.
Guardo la strada e per un momento, durante il pianto, mi sembra di intravedere il pavimento di plastica di una qualsiasi fermata metropolitana. Fermati, per carità.

Sono tachicardico, senza respiro, ed il pianto si fa più forte.
Ma poi svolto e, un minuto dopo circa, tutto scompare.

Tutto scompare perché so che una parte importante della mia vita è qui, perché so che ti sentirò, perché tu, qui, hai lasciato un pezzo di cuore e lo hai fatto insieme a me.

Chi mi indicherà la via?

Guardo l’orologio. Sono le 0.53 a.m.
Guardo l’orologio e ricordo questa giornata in maniera piuttosto confusa.
Solo un momento è chiaro, ed è quel segmento temporale che sta tra le 9.18 e le 9.19 circa.

In quel minuto c’era tutto e, nonostante la distanza, c’eri anche tu.

UPDATE (03.08.2011 h. 23.36): tutti i refusi, o presunti tali, sono dedicati all’amico immaginario.

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