Si

Si

L’ultima volta

Sono le 4, minuto più, minuto meno. L’alba è vicina e San Lorenzo sta per svegliarsi.
Beviamo vodka alla pesca. È imbevibile, in verità, e ci sta dando alla testa.
Ma noi continuiamo a berla, e le tue labbra sanno di pesca. La cosa mi stuzzica e io ti stuzzico.
Chissà perché, poi, dato che detesto la frutta. Ah, che pirla, non detesto te. Non ancora.

Mentre bevo, cerco anche di elaborare quanto mi hai detto a proposito dell’amore, e della tua voglia di potere essere sempre libera.

Una fulminea associazione di idee mi fa ricordare una canzone.
La trascrivo, usando una delle tue innumerevoli biro colorate (un turchese acceso, tendente all’azzurro), e poi te la dedico, cantandola sommessamente.
Chissà perché, poi, dato che non amo cantare sottovoce. E però sono quasi le cinque del mattino, qualcuno potrebbe protestare.

Se il cuore nasce marinaio
non potrai averlo,
perché non basta un altro cuore per tenerlo.

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