KI

Un timbro, un ricordo, facce conosciute.
Qualcuno direbbe anche: “Strani segnali”.

No, bimba, non ho commesso un errore.
“Sei mai stato fidanzato?”
Il sorriso si fa beffardo, poi ironico ed infine irriverente.
“Sì, diverse volte.”
“Scusa, perché ridi?”
“No, così, trovo che sia del tutto irrilevante.”
“Ma te lo chiedo come ti chiederei che musica ti piace, o cose così”.

La notte sta quasi per scomparire, ed io mi ritrovo a pensare che no, non sono cose così, e che davvero non c’entrano niente col nomade che sta respirando in quel momento.

Un timbro, un ricordo, facce conosciute.
Qualcuno direbbe anche: “Strani segnali”.

A te, che, invece, non ti sei fermata per qualche secondo, avrei voluto dire semplicemente “buona vita”, perché incontrarti lì è stato assurdo ed il tuo sorriso mi ha ricordato centinaia di passi e di minuti e di momenti poco sereni.

La notte sta quasi per scomparire, ed io mi ritrovo a pensare ad un mondo che no, non è più qui, ad un mondo che non si arresterà, se non nel collasso del mix di alcolici che mi stanno tenendo leggero. Mi sembra quasi di galleggiare.

E poi mi torna in mente una canzone, mentre mi sorprendo a farmi dare lezioni di vita da una persona che non avrei mai immaginato di incontrare. Una bimba schietta, tagliente, che, domande a parte, qualcosa del nomade ha colto.

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