Un ritorno

Hai ragione, bionda, hai proprio ragione. Non serve a un cazzo, è troppo presto, il tempo curerà le ferite (compresa la mano) e “smettila di fare l’acido”.

Scaldacollo, guanti, chiave inserita.
Mentre indosso il casco, penso alla strada del ritorno.
Potrei percorrerne almeno cinque diverse, per poi ritrovarmi comunque davanti all’olmo, del quale lei conosceva la storia, e io no. Pensa tu.

Vrooooom! Il secondo guizzo della serata, e l’indicatore della temperatura mi prende per il culo: low.

Non posso aspettare che il motore si riscaldi, perché ho voglia di incrociarti, prima di andare a letto, e salutarti ancora.
Scelgo la strada del ritorno e faccio galoppare tutti i cavalli che Anita ha in corpo.
Ti vedo, suono il clacson e volo via, in culo alla notte e alla lentezza.

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