Testimoniare a tutti i costi

Ieri sera ripensavo a quanto mi abbia fatto male la visione del film “Ultimo tango a Parigi”.
Cose lontane, comunque.

Ci ripensavo perché Maria Schneider è passata a miglior vita.
E dunque pensavo a lei e pensavo ai fatti miei.
Scritto ciò.

Non spenderò mezza parola sulla sua figura, per motivi ovvi: non ne so un cazzo e non mi va di approfondire: sto bene così.

E però voglio lasciare un paio di collegamenti.
Della serie: c’è modo e modo.

Massantamadonna e questo mi piace di più

“Non è cosa, ma è come
è una questione di stile”

E poi, caro Uòlter, finisci sempre con l’indisporre l’avvocato. Eccheccazzo.

Testimoniare a tutti i costi

Ieri sera ripensavo a quanto mi abbia fatto male la visione del film “Ultimo tango a Parigi”.
Cose lontane, comunque.

Ci ripensavo perché Maria Schneider è passata a miglior vita.
E dunque pensavo a lei e pensavo ai fatti miei.
Scritto ciò.

Non spenderò mezza parola sulla sua figura, per motivi ovvi: non ne so un cazzo e non mi va di approfondire: sto bene così.

E però voglio lasciare un paio di collegamenti.
Della serie: c’è modo e modo.

Massantamadonna e questo mi piace di più

“Non è cosa, ma è come
è una questione di stile”

E poi, caro Uòlter, finisci sempre con l’indisporre l’avvocato. Eccheccazzo.

Antichità

Passeggiavo pel borgo con Walid.
Ad un certo punto, a un punto certo, a un certo certo punto punto, mi viene in mente un’idea malsana.

– Walid, ho bisogno di un film. Cerchiamo una videoteca. Esisterà una videoteca?!
– E che problema c’è, chiediamo.

Individuo un paio di tipi sospetti, che, però, potrebbero fare al caso nostro: due vigili urbani.

– Buonasera.
– Ciao, dimmi.
– Avrei bisogno di sapere se ad Arezzo ci sono videoteche. Sa, no? Quelle che i film li vendono ancora. Ecco.
– Sì, guarda, attraversa la strada ed entra nella prima galleria che trovi sulla destra.
– Ah! Sicché c’è ancora qualche pazzo che ha il coraggio di tenere aperta una videoteca.
– E sì.
– Grazie e buona serata.

Cinque minuti dopo…

– Ciao, buonasera.
– Ciao, dimmi.
– Sto cercando “Half Nelson”.
– Aspetta… (ravana un po’ nella sua banca dati…) No, non ce l’ho.
– Ah, che peccato. Posso ordinarlo?
– Certo. (non ci credeva)
– Bè, se devo essere onesto, prima di entrare qui, ho detto a due vigili che sei un pazzo.
– E’ vero, sono un pazzo.
– Ecco, appunto.

E però non mi capitava da tanto tempo di incontrare una persona così gentile.
Il dvd arriverà mercoledì.

– E per essere ancora più onesto, devo dirti che lo compro perché, in rete, ho trovato solo torrent insoddisfacenti.
– Ah, ecco…

Buon lavoro, coraggioso ragazzo.

Scale

Lei mi ha spiegato, con qualche difficoltà (mea culpa), che quelle maggiori son le più semplici.
tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono.

E’ una faccenda rigorosa, voglio dire, non puoi sbagliare.
E vanno così. Da secoli. Non cambiano. Le scale son quelle. Le note? Pure.

Però puoi comporre quello che ti pare. Dove ti pare. Con chi ti pare.
E allora, oggi, penso che la musica sia una bella illusione. La più dolce. Come la vita, del resto.
Quella stessa fottuta vita che ti vortica intorno, che ti ronza nelle orecchie, che ti dà i pugni proprio lì, all’altezza dello sfintere pilorico.

Siamo sempre noi e saranno sempre loro. Mai nulla cambierà. Eppure avrai, a tratti, l’illusione di vivere qualcosa di diverso, tra una nota e l’altra, di trovare un respiro migliore, tra un tono ed un semitono. Fra una pausa e l’altra.

Però sai anche che, ad un certo punto, qualsiasi strumentista smette di suonare e le note tornano ad essere quelle.
E le scale? Le scale pure.
tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono.